Cenni Storici della Le Mans (Gara)

Il GP di Francia è dal 1968 è l'erede del Grand Prix de l'Automobile Club de France, il primo Gran Premio internazionale della storia dell'automobilismo, di cui ha conservato la struttura, la qualifica di prova del Mondiale F1 e le date. L'ACF, ossia l'Automobile Club di Francia, annunciò per il 1906 la creazione di un 'Gran Premio', che si proponeva di diventare la più importante manifestazione motoristica mondiale, in sostituzione della Coppa Gordon Bennett, che aveva chiuso il suo ciclo nel 1905. Si trattava pur sempre di una gara di velocità, retta dalla Formula Internazionale allora in vigore, ma aperta alle marche costruttrici, (ognuna delle quali poteva iscrivere da una a tre macchine) e non alle squadre nazionali, ciascuna rappresentata da un unico costruttore, come era avvenuto a partire dal 1900 con la Gordon Bennett, che aveva finito per contrariare le industrie, soprattutto quelle francesi, numerose e in piena espansione. Con il concorso dell'Automobile Club della Sarthe, il 26 e 27 giugno 1906, l'ACF poté far disputare a Le Mans il primo Gran Premio internazionale della storia. Gli equipaggi in gara, rappresentanti 12 marche di cui nove francesi, due italiane e una tedesca, dovevano coprire in due giornate 1240 km, ovvero per due volte i sei giri di un tracciato lungo 103,180 km. L'ACF festeggiò la vittoria di Ferenc Szisz (ex meccanico di Louis Renault) alla guida di una Renault. Ma l'euforia fu di breve durata. Nelle edizioni successive i costruttori francesi furono sconfitti dalla Fiat e poi dalla Mercedes e così, nel 1909 l'ACF preferì sospendere la prova, che non riprese fino al 1912. In quell'anno, la Peugeot, arrivata a un alto livello, restituì tutto il suo lustro al Gran Premio. Dopo la pausa determinata dalla Prima Guerra Mondiale, la corsa riprese nel 1921 per essere disputata senza interruzione e sotto diverse formule fino al 1939. Dopo la nuova interruzione bellica fu ripristinata nel 1947 e da allora si è tenuta ogni anno, con l'eccezione del 1955, quando l'edizione fu annullata in seguito alla catastrofe delle 24 Ore di Le Mans. Nel 1968 l'ACF cedette i suoi diritti sul Gran Premio alla neonata FFSA (Fédération Française du Sport Automobile). La gara conservò la sua struttura, la sua qualifica di prova del Mondiale F1 e le sue date, ma fu ribattezzata GP di Francia. Non tutte le edizioni disputate fino a oggi sono state appassionanti (per es. nel 1926 parteciparono tre vetture solamente, tutte Bugatti), ma certamente la storia del GP è costellata da exploits e da momenti di grande valore sportivo. Da non dimenticare, dal punto di vista organizzativo, l'uniformazione dei colori nazionali (introdotti dalla Gordon Bennett), la creazione dei box o punti di assistenza e rifornimento, e l'introduzione, nel 1922 a Strasburgo, della partenza collettiva. A parte qualche eccezione (la più nota quella di Ayrton Senna), tutti i più grandi campioni figurano sul libro d'oro del GP. Venticinque volte la vittoria è andata al campione del mondo dell'anno, sette piloti vi hanno guadagnato i loro primi successi mondiali. Per il momento il record di vittorie appartiene ad Alain Prost, con sei successi. Tra le scuderie, leader è la Ferrari con 13 successi, davanti a Lotus e Williams, Alfa Romeo e Bugatti, Mc Laren Mercedes, Renault ecc.L'edizione 1978, sul circuito di Digione, passò alla storia perché la Renault, vincitrice della prima edizione, tornò alla ribalta ottenendo la prima vittoria di una vettura azionata da un motore turbocompresso in una gara del Mondiale F1. Ma oltre che momenti di avanguardia tecnologica il più vecchio dei GP ha conosciuto inevitabilmente delle ore buie ed è stato fatale a Henry Cissac (1908), Biagio Nazzaro (1922), Antonio Ascari (1925), Luigi Musso (1958) e Jo Schlesser (1968).

Circuito di Magny-Cours

Punto di riferimento dell'automobilismo francese dall'ultimo decennio del 20° secolo, il Magny-Cours Technopole, situato a una dozzina di chilometri a sud di Nevers, è diventato dal 1991 sede permanente del GP di Francia. Inizialmente, il circuito era conosciuto più che altro perché sede della scuola di pilotaggio Winfield dei fratelli Knight e dell'officina del costruttore francese di origine italiana Tico Martini. Si trovò poi al centro di una nuova area industriale, che attrasse anche la fabbrica di Guy Ligier, amico personale di François Mitterrand e patrocinatore dell'idea di spostare il GP di Francia dal 'Paul Ricard' alla pista di Nevers. È un circuito piatto e lineare, adattato alle esigenze della Formula 1 mediante lavori che lo hanno modificato, attrezzato e progressivamente ingrandito dai 1995 m originari (1961-70) a 3800 m (1971-80), 3848 m (1981-88), 4271 m (1989-91), 4251 m (dal 1992). La media più alta sul giro è stata segnata nelle prove del GP 2002 da Juan Pablo Montoya (Williams-Bmw) con 212,594 km/h.